Dall'altra parte dell'oceano
Esclusiva intervista ad Ashbear, fanwriter americana di grande successo!
Alessia HeartillyPer questo numero di Fanverse abbiamo deciso di intervistare una fanwriter di spicco nel fandom americano ispirato a Final Fantasy VIII: Ashbear. Le sue storie sono attualmente tradotte in italiano, e potete trovarle su Fan Translation, l’archivio dedicato alle traduzioni, oppure in lingua originale su FF.net. L’intervista è tradotta dall’inglese.

D: Innanzitutto, parliamo di te. Chi è Ashbear?
R: È una domanda abbastanza strana, perché onestamente “Ashbear” è solo un nickname. È un miscuglio di bambini, mia figlia Ashley (Ash) e il soprannome che aveva mio figlio quando aveva molto meno di tre anni (bear). Fu una decisione presa al volo quando mi iscrissi a fanfiction.net; non fu scelto perché rimanesse.
Onestamente, non pensavo che sette anni dopo me ne sarei ricordata ancora! Ma posso dirvi chi sono, Kristine. Sono moglie e madre, e una persona che scrive per hobby.

D: Quando hai cominciato a scrivere fanfiction, e perché?
R: Sinceramente? Bé, non ho mai raccontato a nessuno il vero motivo per cui ho iniziato, ma fu per aiutarmi a superare un momento davvero difficile. Natale 2000, avevamo pochi soldi, l'unica cosa che mio marito mi poteva comprare era un videogioco, in principio chiesi FF9, ma il prezzo era troppo alto. Così mi comprò Final Fantasy VIII. Non avevo mai pensato di potermi legare a personaggi di un videogioco come successe.
Sicuramente non me l'aspettavo... andai su internet per trovare le risposte ai test SeeD (sì, sono cattiva) e vidi una cosa chiamata 'fanfiction'. La lessi e pensai che fosse perfetta... avevo davvero bisogno di qualcosa di positivo nella mia vita.
Dopo l'incoraggiamento di un'altra autrice (Larathia) provai a scrivere qualcosa di mio. Si trattava di Castles in the sky, probabilmente scritta nel periodo peggiore della mia vita, avevo bisogno di qualcosa per ritrovare me stessa. Non potevamo più permetterci di pagare le rate del mutuo della casa che avevamo comprato a causa delle parcelle mediche, e fummo costretti a traslocare. Le mie storie non erano pensate per qualcuno, era solo qualcosa che facevo per distrarre la mente dalla situazione in cui vivevo. In qualche modo, ho trovato amici online che mi hanno aiutato più di quanto io abbia mai immaginato. Ed eccomi qui, sette anni più tardi.

D: Sei una fanwriter di successo. I numeri del tuo account sono impressionanti: 1416 recensioni a “Crimson Lies”, 1089 per “Dancing in Time”, e in generale più di 100 recensioni per ogni storia. C’è anche una tua fanlisting “ufficiale”. Hai sempre avuto questa risposta da parte dei tuoi lettori?
R: Cerco di non pensare ai numeri, né di discuterne. Apprezzo ogni recensione e lettera (e le leggo tutte, credetemi – ve ne sono grata), ma sono soprattutto contenta del fatto che le persone capiscano, del mio essere capace di dare una piccola parte di me agli altri. Le persone si chiederanno come ho fatto ad avere così tanto feedback, soprattutto in un fandom che oramai ha più di nove anni, e non saprei cosa rispondere. Voglio solo sottolineare che per la prima pubblicazione di Castles, se ci badate (su fanfiction.net) avevo una recensione per il capitolo 1, e due per il capitolo 3. Quindi in tre capitoli ho avuto 3 recensioni... che cosa sia successo dopo, ancora non lo capisco.

D: Perché sei così apprezzata dai tuoi lettori, secondo te?
R: Un'altra domanda a cui è molto difficile rispondere. Non saprei dire il perché le mie storie siano apprezzate. Io cerco di scrivere con il cuore e di mettere un po' di me in ognuno dei personaggi. Diventano parte di te, col tempo.

D: Sei migliorata, nel corso degli anni?
R: Posso ridere? Scusate, non sono sicura di quanto sia brutto dire una cosa del genere, soprattutto visto che verrà tradotta, ma penso di aver imparato sulla grammatica e lo scrivere più negli ultimi sette anni che in diciotto di scuola. Penso che a volte, quando ti insegnano le cose a scuola, semplicemente impari, poi ricordi, e poi butti fuori l'informazione per una verifica. Quando invece fai una cosa del genere, lo fai perché vuoi farla, vuoi migliorarla, e stai facendo qualcosa che ti piace fare. Ovviamente questa è la mia esperienza, non conosco quelle degli altri. So per certo che, dopo aver cominciato con le fanfiction, sono riuscita ad ottenere un lavoro di redazione per una organizzazione non-profit. Non avrei mai avuto questa opportunità se non fosse stato per la sicurezza che ho ottenuto scrivendo fanfiction.

D: Quali sono le recensioni, positive e negative, che ricordi di più? Ti hanno insegnato qualcosa?
R: Dunque, su un sito (no, non su fanfiction.net), una volta ho ricevuto una recensione tremenda a Castles in the sky. Era nel periodo in cui la stavo riscrivendo (perché in effetti la grammatica era pessima) ma era molto personale, e non tanto sullo scrivere. Penso che voler lasciare una critica costruttiva a qualcuno sia una cosa bellissima, ma non bisognerebbe cercare di giudicare il tipo di persona che abbiamo davanti. Questo non li aiuta. Io, se lascio una recensione, scrivo sempre le cose positive, e se c'è un errore macroscopico, scrivo alla persona e glielo faccio notare. Di solito apprezzano il fatto che non mostri a tutti un grosso errore, e ci si sente meglio entrambi.
Per quanto riguarda recensioni divertenti, ricordo un ragazzo che più avanti è diventato un amico (anche se mi preoccupo per la sua sanità mentale!) e che mi scrisse qualcosa su un capitolo che trovò così triste (perché Squall e Rinoa non stavano insieme in Somewhere in between, ai tempi) da doversi ricordare che FFVIII aveva un lieto fine, e quindi fece pomiciare le sue action figure sotto le coperte. Fu strano, e la ricordo ancora!

D: Hai anche iniziato una collaborazione con la nota Wayward Tempest, per “Somewhere in Between”: puoi dirci qualcosa di questa esperienza?
R: Wow, altra cosa su cui voglio essere completamente sincera. È stata la cosa più meravigliosa e la cosa peggiore. I primissimi anni sono stati grandiosi, anche se continuavo le mie storie personali. Poi ci furono alcuni ritardi, inclusa una lunga pausa quando le venne diagnosticato un cancro alla tiroide. Non abbiamo mai parlato delle ragioni dei ritardi, o detto a chi andassero attribuiti (a lei o a me). La storia era nostra e avremmo affrontato critiche e lamentele insieme. Ci fu un periodo in cui nessuna delle due riusciva a guardare le recensioni, perché erano per lo più lamentele per i lunghi ritardi. È che non volevamo lavorare l'una senza l'altra. Non sarebbe stato lo stesso. Le cose cambiano nel tempo, e così anche la dinamica della storia. Fattori esterni hanno di fatto messo Wayward Tempest nella posizione di contributrice/editor. È difficile per me scrivere cose che non ho mai sperimentato – caratterizzazioni e simili. La storia sarà finita; significa troppo per abbandonarla. È che non va mai come ti aspetti, ma quella è la vita. Posso solo dire che per parte mia, non la lascerò mai incompleta. Significa troppo per me, è troppo cara al mio cuore.

D: Parliamo dei tuoi progetti adesso: pensi di iniziare qualcosa di nuovo nel 2008?
R: Ha! Scusate, questa era divertente. Uhm, bè, non sono sicura che si possa definirla 'nuova', ma la prossima parte di Dancing in Time verrà pubblicata con un altro titolo – non so ancora quale. Inizierà immediatamente dopo la fine della prima parte. Per quanto riguarda nuove storie, no. Ho After the Fall e Somewhere in between in corso – voglio provare a pubblicare a rotazione un nuovo capitolo di ciascuna di queste storie. Ho iniziato un AU, una volta, in cui Squall era un agente dell'FBI, e avevo pronti svariati capitoli. Prima o poi, potrei tornarci, anche se dubito che verrà pubblicato, quantomeno sotto il nome Ashbear.
(Questa domanda è, oramai, troppo vecchia. Ci tengo a far presente che, in ogni caso, Ashbear ha tenuto fede a quello che mi scrisse, aggiornando le due fanfiction citate; il seguito di Dancing in Time è poi stato effettivamente pubblicato sotto il titolo di Endless Waltz, NdT)

D: Le tue storie vengono tradotte in italiano, a partire da “Crimson Lies” e “Castles in the sky”. Come ti senti ad essere un’autrice tradotta? Cosa vorresti dire ai tuoi lettori italiani?
R: Prima di tutto, sono scioccata dal fatto che qualcuno si prenda la briga di guardarsi i miei lavori parola per parola. Io di sicuro cerco di non leggermi! È davvero stupefacente, davvero. Ringrazio te (Alessia Heartilly, NdT) e il tuo staff per quello che fate, e se a qualcuno da quelle parti piacciono le mie storie, rafforza la mia convinzione che vale la pena dedicare a questo ogni minuto che gli dedico. Vorrei solo che le persone si confrontassero, o che fossero in grado di scappare dalla realtà quotidiana. Vi scriverei qualcosa in italiano, ma riesco a malapena a digitare in inglese, penso che perderei del tutto quel poco di sanità (e rispetto) che mi è rimasto. Tutto quello che posso dire è grazie, e sono felice che altri nel mondo possano condividere l'amore per un videogioco. Soprattutto, penso che ci sia un legame tra noi che le persone della nostra vita reale non capiscono. A volte è più di un gioco, è una comunità di amici.

D: C’è un autore che vorresti presentare al pubblico italiano? Chi è il tuo preferito, e perché?
R: Cercherò di restare sul generico, perché chiedermi di indicare un autore preferito è estremamente difficile. Ho troppi amici nella comunità. Tutti i loro lavori sono speciali per motivi diversi. Alcune sono one-shot, mentre altre hanno una lunghezza epica, o anche AU – non a tutti piacciono le stesse cose (nemmeno lo stesso pairing o fandom!). La cosa migliore è guardare la mia lista dei preferiti. Alcune non sono emozionanti quanto altre, ma in qualche modo tutte hanno saputo parlarmi.

D: Ultima domanda: hai qualche consiglio per i nuovi autori?
R: Prima di tutto, non lasciate perdere. Inoltre, scrivete per voi stessi, non scrivete mai per recensioni o per diventare famosi. Se siete sinceri, fate il vostro meglio, e ci mettete voi stessi nelle storie, le cose si evolveranno naturalmente. Ricordate che i vari personaggi (e questo vale per tutti i fandom) e le persone in generale non cambiano, ma sicuramente crescono – per il tempo che passa o per le situazioni che vivono. Mantenete realistici i vostri personaggi. Credo che qualsiasi coppia, qualsiasi situazione, qualsiasi cosa sia possibile se viene scritta bene. E con scritta bene non intendo necessariamente la grammatica, perché un beta-reader potrà correggervi.
Il miglior consiglio che ho ricevuto venne da un editore del giornalino del liceo. Un nostro compagno di classe morì all'improvviso, e lui mi chiese di scriverci un articolo. Gli chiesi come mai perché onestamente, a livello di grammatica, ero una degli studenti peggiori della classe. Lui mi guardò e disse che se avesse voluto una storia 'grammaticalmente perfetta' avrebbe chiesto ad altri, ma non tutti sapevano scrivere una storia che si facesse ricordare. Lui voleva questo. Gli editor e i beta sono grandiosi per la grammatica – voi scrivete le parole che avete nel cuore.
Alessia Heartilly
Rivista: Marzo 2009 | Rubrica: In poltrona con...
Tags: ashbear, intervista, final fantasy 8, squall rinoa quistis seifer
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