Cos’è?
Perché?
Da dove è uscita?
Con calma, andiamo con ordine.
Già a “cos’è?” ho problemi a formulare una risposta. Potrei descrivere Cre(a)ti[v]na in poche parole: è ‘na ca22ata (XD), ma perché dovrei essere così sintetica quando la mia natura logorroica mi porta a scrivere due pagine di spiegazione?
Appunto, non c’è alcun motivo, per cui vada per la versione estesa.

La leggenda narra che fosse una notte buia e tempestosa di un gelido inverno, con il vento che ululava e faceva vibrare i vetri della sottile finestra di un appartamento, nonostante la tapparella fosse abbassata. Il freddo si infiltrava infimo in ogni possibile spiraglio, facendo tremare la piccola figura appollaiata su una seggiola verde, davanti allo schermo di un portatile, unica fonte luminosa della stanza. Avvolta in un plaid, costei faceva correre le sue dita sulla tastiera, cercando di scrivere tutto quello che la mente le suggeriva, senza perdersi nemmeno una sillaba. Il suono del tasti premuti si propagava nel silenzio innaturale della casa, ma forse era solo la ragazza a non riuscire ad udire altro, assordata dal richiamo della sua Guida. Ma non stava digitando in una sterile pagina bianca, bensì in un luogo sacro, fonte di grande ispirazione per i giovani adepti che ne facevano uso, da dove sono scaturite perle di innegabile e immortale saggezza. E non era sola, no di certo. C’era qualcun altro, lontano nello spazio e nel tempo, che aveva stabilito una connessione mentale indissolubile con lei, e grazie ad essa riuscivano ad essere due corpi con un solo pensiero. Senza rendersene conto, questo legame permetteva loro di trasformare le idee in parole, che una dopo l’altra davano vita alla Perfezione. Sarebbero andate avanti tutta la notte e il giorno successivo e la notte dopo ancora, spinte dal desiderio di portare a termine la grande impresa in cui si erano imbarcate, ma non avevano fatto i conti con i limiti delle mente umana. Poco prima di cedere, di lasciarsi sopraffare dalla stanchezza, lei che nemmeno i venti più impetuosi riescono a trascinare via, ebbe il guizzo finale, lo spasmo di vita che creò la leggenda.
Cre(a)ti[v]na era nata.

Si dice che al fondo di ogni leggenda ci sia una verità, e questa non fa eccezione. Volete sapere come sono andate davvero le cose, senza che una voce in stile "sigla di Xena" narri il tutto?
Bene.
Era notte, sì.
Faceva freddo, visto che era il 4 di gennaio.
C’era il vento che ululava e scuoteva gli alberi? Non che ricordi, ma non mi pare proprio XD.
C’ero invece io seduta davanti al portatile a “produrre inconsciamente” (cosa significhi solo in pochi possono saperlo *huhuhu*) con Maja, che abita fra un po’ in Slovenia, per cui abbastanza lontanuccio XD. Era l’una più o meno e l’ispirazione ormai era andata a dormire, e Maja se ne esce fuori con “Io invece credo di aver esaurito la mia vena cre(a)ti(v)na stasera XD”
Se una persona normale avrebbe sorriso a questa simpatica fusione tra le parole creativa e cretina, io di certo non potevo non rimanerne folgorata.
1.23: inizio del delirio.
Sono partita a razzo a creare bannerini e antipixel, smaniando per trovare un logo adatto e modificando leggermente la scritta con lìaggiunta di parentesi quadre e del trattino sulla n, senza soffermarmi a dare un significato a tutto ciò. L’ambiguità intrinseca della parola era incredibile. Una genialata pazzesca!
Mi rendo conto quasi subito, però, che Cre(a)ti[v]na in sé aveva poco significato senza uno slogan adatto, stile pubblicità regresso. Ed ecco venir fuori una galleria di frasi al limite dell’assurdo e del grottesco.

Cre(a)ti[v]na: il doppio lato della personalità
Cre(a)ti[v]na: per un'immaginazione esplosiva
Cre(a)ti[v]na: il cibo di una mente attiva
Cre(a)ti[v]na: il club degli spostati mentali
Cre(a)ti[v]na: più droga di una mentina
Cre(a)ti[v]na: per chi non vuole una badante algerina
Cre(a)ti[v]na: la setta di chi ha un'immaginazione assassina
Cre(a)ti[v]na: club dei messaggi perugina
Cre(a)ti[v]na: come solo un messaggio perugina sa essere
Cre(a)ti[v]na: piccoli neuroni crescono
Cre(a)ti[v]na: la scuola del super-neurone
Cre(a)ti[v]na: per chi porta a spasso il neurone in carrozzina
Cre(a)ti[v]na: per una vita meno passiva
Cre(a)ti[v]na: recupero neuroni inutilizzati
Cre(a)ti[v]na: la babbuccia del neurone
Cre(a)ti[v]na: l'idea che puoi scegliere con una monetina
Cre(a)ti[v]na: la calzatura del neurone alla moda
Cre(a)ti[v]na: la babbuccia per un neurone che non lavora mai

Alcuni esempi, molti dei quali dal significato oscuro (non chiedete spiegazioni per quello della badante algerina! E’ solo che faceva rima!!).

Stavo quasi per gettare la spugna, dopo un’ora di vaneggiamenti, quando ecco che di nuovo arriva l’illuminazione.
Ore 4:12

Cre(a)ti[v]na: Associazione Neuroni Esauriti.
Perchè da un neurone cre(a)ti[v]no, ci si può aspettare di tutto: dall'idea geniale alla ca22ata spaziale.

Ora risulta tutto più chiaro? No, eh?
In poche e semplici parole: quando sei stanco, e il massimo che ti riesce è ridere come un pirla per aver letto pasticcino al posto di pasticcio e aver continuato a parlare nell’equivoco, raccontando di dolcetti, mentre l’altra crede che tu stia disquisendo di lasagne a cui hai affibbiato un tenero diminutivo, bè… in quel momento può succedere che spari una cavolata immensa che non sta né in cielo né in terra e per la quale verrai preso in giro a vita, oppure, se il tuo interlocutore è nella vena giusta, può interpretarla come l’affermazione più sensata che tu abbia mai fatto, acclamandoti come nuovo genio in terra.
La Crea(a)ti[v]na raccoglie quindi tutte quelle cose geniali che spesso la gente non riesce a comprendere, bollandole come stupidate, ma che in realtà devono essere viste nella giusta prospettiva per essere capite fini in fondo.
Non a caso, è sempre questioni di punti di vista…